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Torino, Giorgio Persano
Mostre Espositive
Start : Tuesday 3 November 2009, 10:00
End : Saturday 16 January 2010, 19:00
Contact info :
tel. +39 0114378178; fax +39 0114303127
dal 25 settembre 2009 al 16 gennaio 2010
Nunzio - Luce a Luce
Galleria Giorgio Persano
Via Principessa Clotilde, 45 (zona San Donato) - 10144 Torino
Orario: da martedì a sabato ore 10-13 e 15.30-19
Ingresso libero
Email : info@giorgiopersano.org
URL : http://www.giorgiopersano.com
Lo scopo per il quale Nunzio (Cagnano Amiterno, L’Aquila, 1954; vive a Roma) ha pensato i lavori per i 700 mq di capannone dello spazio project di Giorgio Persano è “smaterializzare, dare leggerezza alla forma”. In pratica, un'opera dedicata all'alfabeto e realizzata con ventun lastre di piombo, poste l'una sull'altra in verticale, a raggiungere sei metri d'altezza. Mentre al centro della sala campeggia la grande installazione in acciaio corten traforato, lunga dodici metri.
Qui le risonanze possibili con alcuni dei più celebri lavori di Richard Serra si fermano al gigantismo, all'imponenza di un'onda metallica ossidata, che però in Nunzio diventa trasparente, accogliendo una foratura quasi decorativa, assorbendo e rilasciando la luce che attraversa l'opera e rendendola una cortina “confessionale”, un elemento relazionale posto tra i visitatori che s’intravedono attorno all'opera.
La durezza della materia è attutita dunque dalla conversazione con la luce. Conversazione che prosegue sulle pareti di fronte, ove campeggia una serie di grandi lavori su carta ispirati proprio alla luce che cade dai finestroni dell'hangar. Sono ripercorse le loro scie ideali e umbratili, come a voler cogliere il fantasma, il negativo di raggi non visibili direttamente, ma intuibili se ci si dota di un’immaginazione a metà strada fra la scienza e la magia, tra la definizione minimal di un'azione primaria da parte della materia allo stato puro e una suggestione dovuta alla consapevolezza che, proprio a fondamento della “fisica delle particelle”, soggiace un universo magico, sorprendente e paradossalmente soprannaturale.
Con Nunzio, così come con altri artisti della sua generazione, questa consapevolezza scientifica della materia si traduce in un fare arte che trasforma la materia in forma, o meglio inverte i ruoli, dando alla prima un nuovo significato e un ruolo da protagonista, ponendo la forma su un piano subordinato rispetto alle sue istanze.
Se il legno serviva agli scultori medievali come conduttore, quasi inerte, di un messaggio formale e simbolico che assorbiva la maggior parte del senso dell'opera, con Nunzio è il legno stesso - e in questo caso il piombo, l'acciaio e la luce - a diventare protagonista in quanto materia, elemento portante delle istanze semiotiche di una forma che agisce in modo ritirato e sottotraccia, al fine di condurre nella materia l'organizzazione di una “lingua” propria, con un proprio alfabeto e una grammatica che l'arte dei decenni precedenti, dall'Arte Povera alla Land Art, ha indagato con intensità.
Così il piombo del grande pannello con cui si conclude la mostra può apparire morbido tessuto, grazie a una ridefinizione degli equilibri tra la materia “dipinta” con solventi e la forma “scolpita” secondo le regole del calco. A introdurre nella zona franca del metallo la memoria di un'accoglienza, di incontri e scontri che hanno in sé il sentore del laboratorio e l'afflato dell'officina.
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